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Tempo Viaggio Retribuito: Quando è Funzionale alla Prestazione Lavorativa

Eccezioni e Regolamentazioni nel Contesto di Giurisprudenza e Contrattazione Collettiva - Tempo Viaggio Retribuito


Tempo Viaggio: Normative e Interpretazioni

Introduzione

La Complessità della Regolamentazione del Tempo di Viaggio nel Lavoro


In ambito lavorativo, la definizione e la gestione del cosiddetto "tempo di viaggio" rappresentano temi di notevole complessità. Spesso al centro di contenziosi, questo periodo temporale può essere riconosciuto come parte integrante dell'orario di lavoro effettivo e, di conseguenza, soggetto a retribuzione. Il presente articolo esamina le normative vigenti, le sentenze rilevanti e le eccezioni previste dalla contrattazione collettiva, fornendo un quadro completo sull'argomento.


Definizione e Normativa di Base

Che Cos'è il Tempo di Viaggio e Come viene Regolamentato?


Il "tempo di viaggio" è generalmente definito come il periodo necessario per un lavoratore per recarsi dalla propria abitazione alla sede di lavoro abituale e viceversa. Tuttavia, assume una connotazione più ampia quando include i tragitti verso luoghi di lavoro temporanei, come nel caso di trasferte. Normativamente, l'art. 8 comma 3 del DLgs. 66/2003 stabilisce che il tempo di viaggio non è da computarsi nell'orario di lavoro effettivo e, quindi, non è soggetto a retribuzione. Nonostante ciò, la legge lascia spazio alla contrattazione collettiva per prevedere disposizioni differenti.


Ruolo della Contrattazione Collettiva

Eccezioni Stabilite dalla Contrattazione Collettiva


La contrattazione collettiva ha più volte regolamentato il tempo di viaggio in maniera diversa rispetto alla normativa generale. Esempi significativi si trovano in vari CCNL, come quello dell'Industria Alimentare e dei Metalmeccanici. In questi casi, è stato stabilito che le ore di viaggio, non coincidenti con l'orario di lavoro, debbano essere retribuite integralmente o in base a una percentuale prefissata.

Il Principio di Funzionalità nella Giurisprudenza

La Giurisprudenza e il Tempo di Viaggio "Funzionale"


Un concetto fondamentale introdotto dalla giurisprudenza è quello della "funzionalità" del tempo di viaggio. Diverse sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia dell'Unione Europea hanno riconosciuto che il tempo speso per raggiungere il luogo di lavoro dovrebbe essere considerato orario di lavoro quando è funzionalmente legato alla prestazione lavorativa. Questo principio è particolarmente rilevante per i lavoratori "itineranti" o in trasferta, per i quali il tragitto dal domicilio al primo cliente e viceversa rientra nell'orario di lavoro.


Casi Specifici e Interpretazioni Ministeriali

Interpretazioni e Casi Particolari


Il Ministero del Lavoro, con la risposta ad interpello n. 13/2010, ha fornito chiarimenti specifici, in particolare per il settore edile. In questo contesto, il principio di funzionalità si applica quando il lavoratore è obbligato a recarsi in sede aziendale prima di dirigersi in cantiere, per ritirare materiali o ricevere istruzioni. Al contrario, la funzionalità non è riconosciuta nel caso in cui la presenza in sede prima del trasferimento non sia obbligatoria.




Studio Romano e Associati | Commercialista Brescia

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