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CPB 2024-2025: mancato rinnovo senza effetti sugli acconti 2026

a cura di Federico Romano

Concordato preventivo biennale acconti 2026 - Studio Romano e Associati

I contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale (CPB) per il periodo 2024-2025 e decidono di non rinnovare l'adesione per il biennio 2026-2027 devono determinare gli acconti 2026 secondo le regole ordinarie, in quanto l'art. 20 del D.Lgs. n. 13/2024 non contempla espressamente questa fattispecie. Si tratta di un aspetto che richiede particolare attenzione da parte di professionisti e imprese, poiché l'assenza di una disciplina specifica può generare incertezze nella determinazione degli importi dovuti.

Perimetro dell'art. 20 del D.Lgs. 13/2024

L'art. 20 del D.Lgs. n. 13/2024 regola il calcolo degli acconti delle imposte sui redditi e dell'IRAP per i periodi coperti dal concordato preventivo biennale. Il comma 1 stabilisce il principio generale: gli acconti sono calcolati secondo le regole ordinarie, tenendo conto dei redditi concordati. Il comma 2 introduce regole specifiche per il primo periodo d'imposta di adesione.

Per il periodo d'imposta 2026, questa norma trova applicazione esclusivamente in due ipotesi:

  • Nuovi aderenti CPB 2026-2027: per questi soggetti il 2026 rappresenta il primo anno di applicazione del concordato

  • Aderenti CPB 2025-2026: per questi soggetti il 2026 è il secondo e ultimo anno del biennio concordatario

Chi ha aderito al CPB 2024-2025 e non rinnova resta quindi fuori dal perimetro dell'art. 20, con la conseguenza che gli acconti 2026 devono essere determinati applicando le regole ordinarie.

Maggiorazione IRAP del 3% per i nuovi aderenti 2026-2027

Per i contribuenti che aderiscono al CPB per il biennio 2026-2027, il primo periodo di applicazione è il 2026. In questa ipotesi, ai fini IRAP, è dovuta una maggiorazione pari al 3% della differenza positiva tra:

  • il valore della produzione netta concordato per il 2026 (rigo P08 del modello CPB)

  • il valore della produzione netta dichiarato per il 2025, rettificato ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 13/2024 (rigo P05 del modello CPB)

Secondo anno CPB 2025-2026: base di calcolo degli acconti

Per chi si trova nel secondo anno del CPB 2025-2026, l'acconto 2026 va determinato sulla base delle imposte dovute per il 2025. È fondamentale escludere la parte di reddito concordato assoggettata a imposta sostitutiva, che non confluisce nella base imponibile rilevante ai fini delle imposte dirette.

In concreto, per le imposte dirette (IRPEF e IRES) si fa riferimento al rigo "differenza" del quadro RN, analogamente a quanto previsto per i contribuenti che non hanno aderito al concordato preventivo biennale.

Metodo storico e previsionale per i non rinnovanti del CPB

Per i soggetti che hanno aderito al CPB 2024-2025 e non rinnovano, la determinazione degli acconti 2026 segue le regole ordinarie. Con il metodo storico, il calcolo si basa sull'imposta dovuta per il 2025, determinata sulla base del reddito concordato:

  • IRPEF: rigo RN34 del modello REDDITI PF 2026

  • IRES: rigo RN17 del modello REDDITI SC 2026 oppure rigo RN28 del modello REDDITI ENC 2026

  • IRAP: rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2026

Con il metodo previsionale, si utilizza l'imposta che si presume dovuta per il 2026, senza che il dato storico del 2025 assuma alcun rilievo. Questa opzione può risultare vantaggiosa qualora il reddito effettivo 2026 si discosti significativamente da quello concordato nel biennio precedente.

Implicazioni operative per la pianificazione fiscale

Il mancato rinnovo del CPB produce un effetto rilevante sulla determinazione degli acconti. Con il metodo storico, la base di calcolo resta il reddito concordato 2025 — potenzialmente superiore al reddito effettivo — con il rischio di versare acconti più elevati del dovuto. Il metodo previsionale offre maggiore flessibilità, ma espone al rischio di sanzioni per insufficiente versamento in caso di sottostima.

I principali aspetti da considerare:

  • L'art. 20 del D.Lgs. 13/2024 non copre i non rinnovanti del CPB 2024-2025

  • Gli acconti 2026 vanno calcolati con regole ordinarie (metodo storico o previsionale)

  • Il metodo storico utilizza il reddito concordato 2025 come base di riferimento

  • Il metodo previsionale consente di sganciare il calcolo dal dato storico

  • Valutare attentamente quale metodo adottare per evitare versamenti in eccesso o sanzioni

Tabella riassuntiva

Aspetto

Dettaglio

Normativa di riferimento

Art. 20 D.Lgs. n. 13/2024

Ambito soggettivo

Aderenti CPB 2024-2025 che non rinnovano per il 2026-2027

Periodo d'imposta

2026

Metodo storico – IRPEF

Rigo RN34 del modello REDDITI PF 2026

Metodo storico – IRES

Rigo RN17 REDDITI SC 2026 o RN28 REDDITI ENC 2026

Metodo storico – IRAP

Rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2026

Metodo previsionale

Imposta presunta per il 2026, senza riferimento al 2025

Maggiorazione IRAP nuovi CPB

3% differenza positiva produzione netta concordata

Base di calcolo 2025

Reddito concordato (non reddito effettivo)

Rischio principale

Acconti basati su reddito concordato potenzialmente superiore all'effettivo

Domande frequenti (FAQ)

Chi deve calcolare gli acconti 2026 con le regole ordinarie?

I contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale (CPB) per il periodo 2024-2025 ai sensi del D.Lgs. n. 13/2024 e che decidono di non rinnovare l'adesione per il successivo biennio 2026-2027. Per questi soggetti, l'art. 20 del D.Lgs. 13/2024 non trova applicazione e gli acconti devono essere determinati con metodo storico o previsionale secondo le regole ordinarie.

L'art. 20 del D.Lgs. 13/2024 si applica ai non rinnovanti del CPB 2024-2025?

No. L'art. 20 del D.Lgs. n. 13/2024 disciplina gli acconti esclusivamente per i contribuenti attualmente coperti dal concordato: quelli nel primo anno del CPB 2026-2027 e quelli nel secondo anno del CPB 2025-2026. I soggetti che hanno concluso il biennio 2024-2025 senza rinnovare non rientrano in nessuna delle due fattispecie previste dalla norma.

Quale rigo del modello dichiarativo utilizzare per il metodo storico?

Con il metodo storico, gli acconti 2026 si calcolano sull'imposta dovuta per il 2025 determinata sulla base del reddito concordato. I riferimenti sono: rigo RN34 del modello REDDITI PF 2026 per l'IRPEF, rigo RN17 del modello REDDITI SC 2026 (o RN28 del modello REDDITI ENC 2026) per l'IRES, e rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2026.

Quando conviene il metodo previsionale rispetto allo storico?

Il metodo previsionale è preferibile quando il reddito effettivo atteso per il 2026 è significativamente inferiore a quello concordato per il 2025 utilizzato come base nel metodo storico. In questo caso, il previsionale evita versamenti in eccesso. Tuttavia, in caso di sottostima dell'imposta dovuta, si applicano le sanzioni per insufficiente versamento previste dall'art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997.

La maggiorazione IRAP del 3% si applica anche ai non rinnovanti?

No. La maggiorazione IRAP del 3%, calcolata sulla differenza positiva tra il valore della produzione netta concordato e quello dell'anno precedente rettificato ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 13/2024, si applica esclusivamente ai nuovi aderenti al CPB 2026-2027, per i quali il 2026 è il primo periodo di applicazione del concordato.


Studio Romano e Associati

Commercialista Brescia

 
 
 

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