Perdite fiscali nelle operazioni straordinarie
- Studio Romano & Associati

- 20 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
a cura di Federico Romano

La norma di comportamento AIDC n. 237/2026, letta con gli artt. 84, 96, 172 comma 7 e 173 comma 10 del TUIR, conferma che le perdite fiscali nelle operazioni straordinarie non vanno escluse in automatico: il riporto dipende da test di vitalita, limite patrimoniale e, quando serve, interpello disapplicativo.
Il tema e centrale nelle fusioni, nelle scissioni e nelle riorganizzazioni societarie in cui una societa porta con se perdite pregresse, interessi passivi non dedotti o eccedenze ACE residue. La regola pratica e semplice solo in apparenza: prima si verifica se l'operazione supera i parametri di legge, poi si valuta se esistono elementi sostanziali per disapplicare le limitazioni antielusive.
Perdite fiscali: il principio nelle fusioni e scissioni
L'art. 84 del TUIR disciplina il riporto ordinario delle perdite fiscali, mentre l'art. 172 comma 7 del TUIR introduce limiti specifici quando le perdite entrano in una fusione. Per le scissioni, l'art. 173 comma 10 del TUIR richiama la disciplina prevista per le fusioni, adattandola alla diversa struttura dell'operazione.
La ratio e evitare il commercio di "bare fiscali", cioe societa prive di effettiva capacita produttiva utilizzate solo per trasferire basi imponibili negative. Questo non significa, pero, che ogni operazione con perdite debba essere trattata come sospetta: se l'impresa conserva sostanza economica, attivita, personale, contratti o una reale funzione nella riorganizzazione, il riporto puo essere difeso.
Test di vitalita e limite del patrimonio netto
Il primo presidio e il test di vitalita. In linea generale, occorre verificare che nell'esercizio anteriore all'operazione i ricavi e proventi dell'attivita caratteristica e le spese per lavoro subordinato siano superiori al 40% della media dei due esercizi precedenti. Se il test non e superato, il riporto diventa piu fragile e va documentato con particolare attenzione.
Il secondo presidio e il limite patrimoniale. Le perdite riportabili non possono eccedere il patrimonio netto della societa cui si riferiscono, determinato senza considerare conferimenti e versamenti effettuati negli ultimi 24 mesi. Il controllo serve a misurare se le posizioni fiscali negative sono proporzionate a una struttura patrimoniale effettiva e non artificiosamente ricostituita prima dell'operazione.
Interessi passivi ed eccedenze ACE residue
Le cautele non riguardano solo le perdite. Anche gli interessi passivi indeducibili riportabili ai sensi dell'art. 96 del TUIR seguono, nelle operazioni straordinarie, una logica di continuita controllata: possono essere conservati se l'operazione non realizza un trasferimento meramente fiscale della posizione negativa.
Lo stesso approccio vale per le eccedenze ACE residue maturate nei periodi in cui l'agevolazione era applicabile. Anche se l'ACE non produce piu nuove eccedenze secondo il regime attuale, le posizioni pregresse possono assumere rilievo nelle riorganizzazioni e devono essere censite prima della firma del progetto di fusione o scissione.
Interpello disapplicativo: quando conviene attivarlo
Quando i parametri numerici non sono pienamente rispettati, l'interpello disapplicativo previsto dall'art. 11 comma 2 della L. 212/2000 diventa uno strumento operativo. Non serve a chiedere una sanatoria generica, ma a dimostrare che nel caso concreto non ricorre la finalita elusiva contrastata dagli artt. 172 e 173 del TUIR.
L'istanza dovrebbe ricostruire la storia della societa, le ragioni industriali dell'operazione, la continuita dell'attivita, la presenza di asset, personale, contratti, clientela, know-how o funzioni effettive nel gruppo. Piu la documentazione e concreta, piu e sostenibile la tesi che le perdite non sono l'oggetto economico dell'acquisizione o della riorganizzazione.
Checklist per preparare l'operazione
Mappare perdite fiscali, interessi passivi ex art. 96 TUIR ed eccedenze ACE residue prima del progetto.
Calcolare test di vitalita e limite del patrimonio netto per ciascuna societa coinvolta.
Separare le posizioni generate da attivita effettiva da quelle prive di continuita economica.
Valutare l'interpello disapplicativo se i parametri formali non fotografano correttamente la sostanza dell'operazione.
Conservare business plan, delibere, contratti, organigrammi e dati gestionali a supporto della continuita aziendale.
Sintesi operativa
Le perdite non si perdono automaticamente nelle operazioni straordinarie: vanno verificati presupposti formali e sostanza economica.
Il test di vitalita e il patrimonio netto sono i due controlli operativi da calcolare prima della firma.
Interessi passivi ex art. 96 TUIR ed eccedenze ACE residue devono essere censiti insieme alle perdite.
L'interpello disapplicativo puo essere decisivo quando i numeri non raccontano correttamente la continuita dell'impresa.
Riferimenti in sintesi
Aspetto | Dettaglio |
Norma interpretativa | Norma di comportamento AIDC n. 237/2026 |
Perdite ordinarie | Riporto disciplinato dall'art. 84 del TUIR |
Fusioni e scissioni | Limiti degli artt. 172 comma 7 e 173 comma 10 del TUIR |
Test di vitalita | Ricavi/proventi caratteristici e costo del lavoro sopra il 40% della media dei due esercizi precedenti |
Limite patrimoniale | Riporto entro il patrimonio netto, senza conferimenti e versamenti degli ultimi 24 mesi |
Interessi passivi | Posizioni riportabili ex art. 96 TUIR da verificare con logica analoga alle perdite |
Interpello | Possibile interpello disapplicativo ex art. 11 comma 2 L. 212/2000 |
FAQ
Le perdite fiscali si perdono sempre in caso di fusione?
No. L'art. 172 comma 7 del TUIR consente il riporto delle perdite fiscali nella fusione se sono rispettati il test di vitalita e il limite del patrimonio netto. Se i parametri non sono superati, il contribuente puo valutare un interpello disapplicativo ex art. 11 comma 2 della L. 212/2000.
Qual e il test di vitalita per il riporto delle perdite fiscali?
Il test di vitalita richiede, in linea generale, che ricavi e proventi dell'attivita caratteristica e spese per lavoro subordinato dell'esercizio precedente siano superiori al 40% della media dei due esercizi anteriori. Il controllo e previsto nell'ambito dell'art. 172 comma 7 del TUIR.
Le regole sul riporto valgono anche per le scissioni?
Si. L'art. 173 comma 10 del TUIR richiama, per le scissioni, la disciplina dell'art. 172 comma 7 del TUIR prevista per le fusioni. Occorre quindi verificare test di vitalita, limite patrimoniale e coerenza sostanziale dell'operazione.
Gli interessi passivi indeducibili seguono le stesse regole delle perdite?
Nelle operazioni straordinarie, gli interessi passivi indeducibili riportabili ai sensi dell'art. 96 del TUIR devono essere verificati con logica analoga alle perdite fiscali, per evitare il trasferimento artificioso di posizioni fiscali negative prive di sostanza economica.
Quando conviene presentare interpello disapplicativo?
Conviene valutare l'interpello disapplicativo ex art. 11 comma 2 della L. 212/2000 quando l'operazione non supera i test formali degli artt. 172 o 173 del TUIR, ma esistono elementi concreti di continuita aziendale, valide ragioni economiche e assenza di finalita elusive.
Studio Romano e Associati
Commercialista Brescia




Commenti