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Nuove regole sui fringe benefit per affitto e mutuo della "prima casa" nel 2024

L'Agenzia delle Entrate delucida i contorni della normativa inerente alla "prima casa" per il prossimo anno


Fringe Benefit 2024: Novità

La recente pubblicazione della circolare numero 5 da parte dell'Agenzia delle Entrate illumina gli aspetti principali delle modifiche legislative riguardanti i redditi da lavoro dipendente, introdotte dalla legge di bilancio per il 2024 e dal decreto legge denominato "Anticipi".


Tra queste, spicca l'introduzione di una nuova politica sui fringe benefit per l'anno 2024.


Secondo quanto stabilito dagli articoli 1, commi 16-17, della legge numero 213/2023, per il solo anno 2024 è prevista una modifica temporanea alla normativa sui fringe benefit, innalzando la soglia di esenzione fiscale a 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e a 2.000 euro per coloro che hanno figli a carico.


Una delle innovazioni più rilevanti è la possibilità per i lavoratori di beneficiare, direttamente o tramite rimborsi, di supporto finanziario per le spese relative all'affitto o agli interessi sul mutuo della propria "prima casa".


L'interpretazione di questa misura presentava alcune incertezze, ora chiarite dall'Agenzia delle Entrate, che ha incluso nella definizione di reddito da lavoro dipendente anche i benefici in natura e i servizi forniti a favore dei familiari del lavoratore, come delineato dall'articolo 12 del TUIR.


Le linee guida precedentemente stabilite nelle circolari numeri 35/2022 e 23/2023 sono state confermate come applicabili, laddove pertinenti, anche a questa nuova disposizione.


La norma in esame utilizza il termine "prima casa" senza ulteriori dettagli, portando l'Agenzia a riferirsi al concetto di "abitazione principale" come definito nel TUIR per le detrazioni sugli interessi passivi dei mutui e sui canoni di locazione.


Per l'abitazione principale si considera il luogo di dimora abituale del contribuente o dei suoi familiari, come specificato nella circolare numero 14/2023. Questo include la possibilità di attestare una dimora abituale diversa da quella registrata anagraficamente, permettendo al contribuente di beneficiare delle detrazioni anche se l'immobile serve come abitazione principale di un familiare.


Inoltre, le spese di affitto considerate ammissibili ai fini del beneficio sono quelle documentate da un contratto di locazione regolarmente registrato. L'Agenzia precisa che le spese rimborsate secondo questa normativa non consentiranno al contribuente di fruire delle agevolazioni fiscali previste per le stesse voci di spesa, in quanto non considerate effettivamente sostenute.


La documentazione giustificativa delle spese e la loro inclusione entro i limiti di legge dovranno essere acquisite e conservate dal datore di lavoro, che potrà altresì richiedere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per attestare il diritto al beneficio. È necessario, inoltre, una dichiarazione che assicuri l'assenza di rimborsi precedenti per le stesse spese, sia presso lo stesso datore di lavoro che presso altri.


La circolare numero 5/2024 integra anche le indicazioni fornite dall'Agenzia in una videoconferenza del 1° febbraio 2024, riguardanti i fringe benefit derivanti da prestiti ai dipendenti in caso di rinegoziazione del mutuo, offrendo una guida specifica per queste situazioni.


  1. Cosa sono i fringe benefit 2024 per l'affitto e il mutuo dell'abitazione principale?

  • I fringe benefit 2024 sono delle agevolazioni fiscali introdotte dalla legge di bilancio 2024 e dal DL "Anticipi", che permettono ai lavoratori dipendenti di ricevere un supporto finanziario, direttamente o tramite rimborso, per le spese relative all'affitto o agli interessi sul mutuo della propria "prima casa". La soglia di esenzione fiscale è fissata a 1.000 euro per tutti i dipendenti e a 2.000 euro per chi ha figli a carico.

  1. Quali spese sono incluse nei fringe benefit 2024 per l'abitazione principale?

  • Le spese includibili nei fringe benefit 2024 riguardano l'affitto della "prima casa" e gli interessi sul mutuo relativo all'abitazione principale. Importante è che tali spese siano documentate attraverso un contratto di locazione registrato o attraverso altre documentazioni giustificative degli interessi pagati per il mutuo.

  1. Chi può beneficiare dei fringe benefit 2024 per l'affitto e il mutuo?

  • Possono beneficiare dei fringe benefit 2024 tutti i lavoratori dipendenti che sostengono spese per l'affitto o per gli interessi sul mutuo della propria abitazione principale. Vi è inoltre un incremento della soglia di esenzione per i dipendenti con figli a carico.

  1. Come si determina se un'abitazione rientra nella definizione di "prima casa" ai fini dei fringe benefit 2024?

  • Ai fini dei fringe benefit, la "prima casa" è considerata l'abitazione principale del lavoratore o dei suoi familiari, ovvero il luogo in cui dimorano abitualmente. Questa valutazione può basarsi sulle risultanze dei registri anagrafici o su un'autocertificazione del lavoratore che attesti la propria dimora abituale, anche se differente da quella registrata.

  1. È possibile cumulare i fringe benefit 2024 con altre detrazioni fiscali per le stesse spese?

  • No, le spese rimborsate o sostenute tramite fringe benefit 2024 non sono considerate effettivamente sostenute ai fini delle agevolazioni fiscali già previste per le stesse voci di spesa. Di conseguenza, non è possibile beneficiare di ulteriori detrazioni fiscali per spese che sono già state oggetto di rimborso o sostegno finanziario tramite i fringe benefit.


Studio Romano e Associati | Commercialista Brescia

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