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Ravvedimento Operoso per la Tardiva Comunicazione della PEC al REI: Guida Complet


Ravvedimento Operoso per Comunicazioni PEC tardive

Introduzione

La presente trattazione illustra come regolarizzare, mediante ravvedimento operoso, la tardiva comunicazione dell’indirizzo PEC al Registro Elettronico degli Indirizzi (REI) presso l’Agenzia delle Entrate. Dopo un inquadramento generale sulle sanzioni previste, si descrivono le modalità di calcolo dell’importo ridotto, la compilazione del modello F24, la procedura di trasmissione telematica della comunicazione e la documentazione da conservare.

Calcolo della sanzione ridotta


Sanzione di base

L’omessa o tardiva comunicazione della PEC al REI è punita con una sanzione amministrativa variabile da 250 a 2.000 euro, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 471/1997.


Lieve ritardo (entro 15 giorni)

Nel caso in cui la comunicazione avvenga entro 15 giorni dal termine previsto, la sanzione minima di 250 euro è ridotta a 125 euro. Tale riduzione, tuttavia, non è più applicabile se il ritardo supera i 15 giorni.


Ravvedimento operoso

Regolarizzando spontaneamente l’inadempimento entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione base di 250 euro si riduce a un decimo (25 euro), ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 472/1997. Pertanto, se la comunicazione viene trasmessa e il pagamento viene effettuato prima del decorso di 90 giorni, l’importo dovuto è pari a 25 euro.


Altri scaglioni temporali

  • Oltre 90 giorni ma entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 del minimo (31,25 euro).

  • Entro 2 anni: sanzione ridotta a 1/7 (circa 35,71 euro).

  • Oltre 2 anni: sanzione ridotta a 1/6 (circa 41,67 euro).


Il consiglio è di procedere al ravvedimento il prima possibile, poiché l’importo aumenta con il passare del tempo. Non sono dovuti interessi sulle sanzioni amministrative fisse (non trattandosi di imposta omessa).


Compilazione del modello F24

Per il versamento della sanzione ridotta si utilizza il modello F24, sezione “Erario”. Di seguito le principali indicazioni:

  • Codice tributo: 8911 (sanzioni pecuniarie per violazioni tributarie diverse).

  • Anno di riferimento: 2025 (l’anno della violazione).

  • Importo: 25,00 euro (se il ravvedimento è effettuato entro 90 giorni dalla scadenza).

  • Rateazione/Regione/Prov./Mese rif.: non compilare.

  • Codice Ufficio/Codice Atto: non compilare.

Si raccomanda di effettuare il pagamento prima di trasmettere la comunicazione tardiva, in modo da poter dimostrare l’avvenuta regolarizzazione spontanea.


Procedura di invio della comunicazione tardiva

Dopo aver pagato la sanzione:

  1. Predisposizione dei dati: Occorre preparare il file telematico contenente gli estremi del soggetto obbligato e l’indirizzo PEC da registrare.

  2. Accesso ai servizi telematici: Mediante credenziali Entratel/Fisconline (o altro sistema di autenticazione disponibile) si accede al portale dell’Agenzia delle Entrate.

  3. Invio telematico: La trasmissione della comunicazione avviene tramite la sezione dedicata alla comunicazione PEC al REI. In caso di utilizzo di Entratel, è necessario validare il file con gli appositi moduli di controllo prima dell’invio.

  4. Ricezione delle ricevute: Al termine, il sistema rilascia la ricevuta di presa in carico e la ricevuta di esito. È fondamentale verificare che l’esito sia positivo.

  5. Variazioni successive: Ogni futura modifica della PEC va comunicata entro 30 giorni dal suo verificarsi, sempre seguendo la procedura telematica descritta.


Documentazione da conservare

Per dimostrare la regolarizzazione della comunicazione tardiva, si raccomanda di conservare:

  • Ricevuta di pagamento del modello F24: la prova dell’avvenuto versamento (data e importo).

  • Ricevute telematiche di presentazione ed esito: attestazioni generate dai servizi online dell’Agenzia delle Entrate.

  • Copia della comunicazione trasmessa: per avere evidenza dei dati inviati.

  • Eventuali avvisi o solleciti: qualora fosse stata ricevuta una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate.

Si suggerisce di mantenere tale documentazione per almeno cinque anni o comunque fino allo scadere dei termini di accertamento applicabili.


Conclusione

La tardiva comunicazione della PEC al REI può essere sanata tempestivamente mediante il ravvedimento operoso, che consente di ridurre in misura significativa la sanzione dovuta. Effettuare per tempo il versamento e l’invio telematico consente di regolarizzare la posizione ed evitare provvedimenti sanzionatori più gravosi.



FAQ

1. Cosa succede se non si effettua il ravvedimento entro 90 giorni? La sanzione ridotta risulterà maggiore, applicando scaglioni differenti (ad esempio 1/8 del minimo se la comunicazione avviene entro un anno, e così via).

2. È possibile effettuare la comunicazione cartacea all’Agenzia delle Entrate? No. L’adempimento deve essere svolto esclusivamente in via telematica attraverso i servizi Entratel o Fisconline.

3. È necessario versare anche gli interessi sulla sanzione? Per le sanzioni amministrative fisse non sono previsti interessi, poiché non si tratta di tributi omessi.

4. Come si prova l’avvenuta regolarizzazione? È sufficiente conservare la ricevuta di pagamento dell’F24 e le ricevute telematiche di presentazione ed esito della comunicazione.

5. Cosa bisogna fare se la PEC subisce variazioni future? Ogni modifica dell’indirizzo PEC deve essere comunicata entro 30 giorni dal suo cambio, utilizzando la stessa procedura telematica.


Studio Romano e Associati | Commercialista Brescia

Federico Romano

 
 
 
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