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Royalties da Marchi: Guida alla Gestione e Tassazione per Privati ed Enti

Scopri tutto sulle royalties derivanti dai marchi per privati ed enti non commerciali: cosa sono, come si calcolano e la loro tassazione.


Royalties da Marchi

Introduzione alle Royalties da Marchi

Le royalties derivanti dal possesso di marchi rappresentano un aspetto fondamentale nell'ambito della proprietà industriale, sia per privati che per enti non commerciali. Questo articolo, curato dal Dott. Andrea Fratini, esperto in diritto commerciale, esplora la natura dei marchi, il concetto di royalty e le sue implicazioni fiscali.


Cosa si Intende per Marchio

Definizione e Funzioni

Un marchio è un segno distintivo utilizzato per identificare e differenziare i prodotti o servizi di un'impresa rispetto a quelli di altre aziende. Esso può anche servire per identificare soggetti specifici, come le associazioni di categoria, o attestare l'origine, natura o qualità di determinati prodotti (marchi di qualità, di provenienza geografica, ecc.).

Protezione Legale dei Marchi

La legislazione italiana interviene per tutelare i marchi, prevenendo usi impropri o fraudolenti. Questa protezione riconosce il valore economico significativo dei marchi, che rappresentano un'azienda, distinguono prodotti o servizi, e conferiscono vantaggio commerciale al titolare.


Le Royalties nel Contesto dei Marchi

Definizione di Royalty

La royalty è il compenso che il proprietario del marchio riceve per aver concesso l'uso del proprio marchio a terzi. Queste royalties sono generalmente calcolate come una percentuale sulle vendite dei prodotti o servizi che sfruttano il diritto di proprietà industriale, e sono pagate periodicamente.


Tipologie di Royalties

  1. Royalties Dirette: Quando il marchio è utilizzato direttamente dal suo proprietario.

  2. Royalties Indirette: Quando il marchio è concesso in uso a terzi in cambio di un compenso.


1) Trattamento Fiscale delle Royalties in Contesti Commerciali e di Lavoro Autonomo

Dopo aver esaminato cos'è un marchio e cosa si intende per royalty, è importante comprendere come queste ultime vengano tassate a seconda del contesto in cui sono percepite: attività commerciali o lavoro autonomo.


Tassazione delle Royalties in Ambito Commerciale

Quando un soggetto opera in maniera continuativa e professionale, e le royalties sono percepite come parte di questa attività, esse sono considerate redditi d'impresa. Questo avviene nei casi in cui i soggetti agiscono nell'esercizio di un'attività commerciale o sono enti commerciali.

In questa situazione, le royalties subiscono l'ordinaria tassazione, sia ai fini IRES (Imposta sul Reddito delle Società) e IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), sia ai fini IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), contribuendo al risultato d'esercizio dell'impresa che le riceve.


Tassazione delle Royalties in Caso di Lavoro Autonomo

Diversamente, se le royalties non sono conseguite nell'ambito di un'impresa, ma piuttosto dall'utilizzazione economica di un bene da parte del suo autore o inventore, allora si configurano come redditi di lavoro autonomo. Questo è regolamentato dall'art. 53, comma 2, lettera b) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).


Determinazione del Reddito per gli Autori

Per gli autori, il reddito viene determinato applicando una deduzione forfettaria sul compenso percepito, variabile in base all'età dell'autore:

  • 40% per royalties percepite da soggetti di età inferiore ai 35 anni.

  • 25% per royalties percepite da soggetti di età superiore ai 35 anni.


Questa disposizione è disciplinata dall'art. 54 comma 8 del TUIR.



2) Il Trattamento Fiscale delle Royalties in Caso di Percezione da Parte di Soggetti Non Commerciali

Dopo aver esplorato la tassazione delle royalties in ambito commerciale e di lavoro autonomo, è fondamentale approfondire il trattamento fiscale di questi redditi quando percepiti da soggetti non commerciali, un'area meno frequente ma che merita attenzione.

Royalties per Soggetti Non Commerciali: Ambito e Caratteristiche

In situazioni dove i marchi sono di proprietà di privati o enti non commerciali, la gestione delle royalties può presentarsi più complessa. Questi soggetti possono diventare titolari di marchi in vari modi, ad esempio tramite eredità, donazione o registrazione iniziale senza intenti commerciali. La questione diventa particolarmente rilevante quando tali marchi acquisiscono valore commerciale.

Implicazioni Fiscali e Normative


Esclusione dall'IVA

Un punto chiave è che l'utilizzo di marchi da parte di soggetti non commerciali, in genere, non rientra nell'ambito di applicazione dell'IVA. Questo si deduce dall'art. 1 del D.P.R. 633/1972, che limita l'applicazione dell'IVA alle attività svolte nell'esercizio di imprese, arti o professioni.


Considerazioni sulle Imposte Dirette

Per quanto riguarda le imposte dirette, la situazione è più complessa. Se i redditi derivanti dall'uso di marchi provengono da una gestione "passiva", non si configurano come redditi di impresa. In questo contesto, è essenziale analizzare la natura dell'attività svolta dal soggetto non commerciale per determinare la corretta categoria fiscale.


Classificazione dei Redditi

I redditi degli enti non commerciali possono includere redditi fondiari, di capitale, di impresa o diversi. È importante sottolineare che un'attività si qualifica come commerciale non solo per la sua natura, ma anche per le modalità di svolgimento. Per l'attività di un ente non commerciale, si deve valutare se essa possiede le caratteristiche di un'impresa o se invece rientra in una delle altre categorie di reddito.


Royalties come Redditi Diversi

Nel caso delle royalties, se il soggetto si limita a percepire i proventi senza un'attiva gestione imprenditoriale, queste vanno considerate come "redditi diversi", come definito nell'art. 67 del TUIR. Inoltre, questi redditi saranno soggetti a ritenuta ai sensi dell'art. 25 del D.P.R. 600/1973.





Note Aggiuntive sulle Royalties e il Possesso di Marchi da Parte di Privati ed ETS

Oltre alle considerazioni già fatte sul trattamento fiscale delle royalties, è utile esaminare alcune note specifiche riguardanti i marchi di proprietà di privati ed Enti del Terzo Settore (ETS), come delineato in diverse fonti normative e giurisprudenziali.

Definizioni e Normative di Riferimento

  1. Generale Denominazione di Marchio: Nel contesto di questo articolo, la parola "marchio" comprende diverse fattispecie protette ai sensi degli art. 2569 e seguenti del Codice Civile e del Codice della Proprietà Industriale (D.lgs 10/02/2005 n° 30, artt. 6 e seguenti).

  2. Qualificazione delle Prestazioni di Servizio: L'art. 3 del Decreto qualifica specificamente quali prestazioni di servizio, se effettuate verso corrispettivo, le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d'autore, invenzioni industriali, marchi e insegne, ecc.


Interpretazioni Normative e Giurisprudenziali

  1. Ricavo da Concessione di Marchi non Commerciali: E. Belli Contarini, in un articolo del 2019, ha sottolineato come le royalties provenienti dalla licenza di un marchio da parte di un soggetto privato, che non esercita attività d'impresa, non costituiscono l'esercizio di un'attività commerciale, rimanendo dunque fuori dal campo di applicazione dell'IVA.

  2. Attività di Interesse Generale e Modalità Non Commerciali: L'art. 79 del D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117, e l'art. 5, c.1, lettera o) del Decreto, definiscono le attività di interesse generale, tra cui la concessione in licenza di marchi di certificazione, come svolte con modalità non commerciali.

  3. Gestione Statico-Conservativa: L'Agenzia delle Entrate, nella risposta interpello nr. 481 del 2020, chiarisce che la gestione statico-conservativa delle partecipazioni da parte degli enti non commerciali non costituisce l'esercizio di attività di impresa e i dividendi percepiti rientrano nei redditi di capitale.

  4. Mero Godimento del Patrimonio Immobiliare: La Circolare Agenzia delle Entrate n. 15 del 17/05/2022 afferma che la mera riscossione dei canoni da parte di un ente religioso, senza un'organizzazione di mezzi e risorse funzionali, non implica di per sé l'esercizio di un'attività commerciale.



Studio Romano e Associati | Commercialista Brescia

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